ANTEPRIMA89 – Programma di VENERDI’ 11 OTTOBRE

V11ott

ore 19:00@Cafè di Spazio Teatro 89

 
Aperitivo – Discorsi indipendenti
RADIO / Storia di Radio Popolare / Ira Rubini e Danilo De Biasio
Radio Popolare, fondata a Milano nel 1976 è la radio indipendente per antonomasia, libera dagli editori, finanzia la propria attività grazie agli abbonamenti sottoscritti dagli ascoltatori.

Ira Rubini, diplomata in Drammaturgia alla Scuola Paolo Grassi, ha iniziato poco più che ventenne l’attività di autrice televisiva, teatrale e di sceneggiatrice. Ha studiato e lavorato in Germania e Gran Bretagna. Ha firmato oltre 40 trasmissioni TV, 8 testi teatrali (fra cui “La bruttina stagionata”, regia di Franca Valeri) e numerosi testi di cabaret. Lavora inoltre come conduttrice radiofonica (RAI, RSI, Radio Popolare), project-leader di documentaristica divulgativa, traduttrice di narrativa, saggistica e drammaturgia, docente di scrittura TV e di analisi performativa, interprete e moderatrice per eventi di spettacolo.

Danilo De Biasio, giornalista, a Radio Popolare è stato direttore dal 2008 al 2012 e caporedattore dal 1992 al 1998. E’ sua l’organizzazione della celebre diretta dal G8 di Genova nel 2001. Dal 2007 è anche tutor di radiofonia al Master in giornalismo per la Scuola Walter Tobagi dell’Università degli Studi di Milano.
 

ore 21:15@Teatro

Teatro dell’Albero

SANCIO PANZA E NON CHISCIOTTE 

Con Mario Barzaghi

Luci Marcello D’Agostino

Regia Tage Larsen

collaborazione con il NORDISK TEATERLABORATORIUM

Un personaggio classico può ribellarsi al suo autore? Possiamo immaginare una linea drammaturgica che si discosta da quella ufficiale? Possiamo ripensare il personaggio e costruire una storia dove l’antagonista diventa protagonista? Lo spettacolo è un tentativo di risposta a quest’altra visione, un pretesto per cambiare il testo e per dare a Sancio la possibilità di manifestare, di protestare. Una ribellione che si trasforma in- presenza costante ed in- assenza presente di Don Chisciotte ed anche di Cervantes. L’autore e il Grande Hidalgo vengono evocati, Sancio si arrabbia con loro, discute e trova, nelle pieghe delle sue manifestazioni, la possibilità di descrivere meglio se stesso, l’Autore e il suo Gran Capo, adoperando colori e sfumature che rendono visibile la visione dello scudiero, la visione popolare e intellettuale di Sancio che, addirittura, arriva a mettere in scena una lezione magistrale. Un Sancio che non rispetta l’indice del libro e che anticipando i capitoli dà corpo scenico ai desideri e ai sogni che nel romanzo non si avverano. Un Sancio che, anziché burlarsi del suo Padrone, cerca di vedere con gli occhi di Chisciotte la realtà alterata dall’autore, un Sancio che, sforzandosi comprende Don Chisciotte, il quale:”… rimase demente fino all’ultima malattia che lo rinsavì poco prima, giusto prima della morte. Vivendo malato e morendo sano, visse in modo a noi contrario, che viviamo sani per morire malati”.

 


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